Campo dei Prati di Caprara

Il primo terreno da gioco dei rossoblù, sul quale tra l’altro, prima ancora della fondazione del Bologna, era stata giocata la prima partita di football nel capoluogo emiliano di cui si abbia notizia: il 4 novembre 1906, tra due rappresentative di giovani rispettivamente di Bologna e di Ferrara.

Quando poi nel 1909 venne fondato il Bologna, la scelta del campo da gioco, fu quasi obbligata, soprattutto perché il terreno di Piazza d’armi, situato in zona Prati di Caprara, fuori Porta Saffi (antico possedimento dell’omonima famiglia senatoria bolognese), presentava un unico, grande vantaggio: non costava un centesimo. Fu su questa irregolare superficie che il Bologna vinse il Campionato Emiliano 1910, dopodiché la squadra fu costretta ad emigrare per due ragioni. La prima è legata alla limitata disponibilità del campo, che poteva essere utilizzato solo quando garbava ad un rustico pecoraio che, avendolo avuto in affitto dal Demanio, ci faceva pascolare il proprio gregge. Non solo: il terreno non presentava caratteristiche di regolarità, le porte erano smontabili e prive di reti. In tale pittoresco ambiente non si poteva disputare il campionato di Prima Categoria (la A di allora), cui il Bologna si iscrisse per la stagione 1910-11. Così i Prati di Caprara vennero abbandonati per la Cesoia. Rimane l’accorato ricordo di Pier Paolo Pasolini che proprio ai Prati di Caprara si innamorò del calcio e dei colori rossoblu.

Ecco come attraverso la verifica in situ dei pochi elementi preesistenti non andati distrutti (via Emilia, Canale Ravone, resti della polveriera) siamo riusciti a ridefinire con esattezza la collocazione del campo da gioco.

La polveriera nel 1903
Il campo da gioco e la polveriera nel 1910
L’ubicazione del campo da gioco e della polveriera oggi

 

Galleria storica

 

Cartografia del luogo da “Biblioteca Digitale Archiginnasio”

 

Per approfondire:

ITINERARIO: “I Campi Sportivi del Bologna”